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Private Equity / Venture Capital a Italia (1)

 

In generale, se l’intervento ha buon esito, si innesca un processo di crescita all’interno della partecipata che non solo comporta un miglioramento delle performance economiche della stessa, ma determina un beneficio per l’intero tessuto economico e imprenditoriale del Paese. Secondo quest’ottica, l’investitore istituzionale concentra la sua attenzione su iniziative per le quali l’apporto di capitali e competenze professionali da parte sua possa accelerare il processo di creazione di valore. L’investitore istituzionale, in particolare, tenderà quindi a privilegiare:

• imprese caratterizzate da un valido progetto di sviluppo con prospettive di crescita sia in termini dimensionali che reddituali. Si tratta, per lo più, di società in grado di generare un vantaggio competitivo basato su un output di successo, caratterizzato da unicità e scarsa complementarietà con altri prodotti concorrenti e destinati ad un mercato con elevate potenzialità di espansione; imprese guidate da un imprenditore valido, che si dimostri determinato, ambizioso e corretto nella realizzazione del progetto di sviluppo.

L’imprenditore deve, quindi, perseguire obiettivi di sviluppo dell’impresa e di affermazione personale impegnativi, ma realistici, tali da suscitare fiducia nell’investitore;

• imprese con un buon management, formato da persone con consolidata esperienza e con conoscenza specifica del settore;

• imprese per le quali sia possibile prevedere, in prospettiva, una modalità di disinvestimento, che consenta di facilitare il realizzo del capital gain. L’investitore istituzionale nel capitale di rischio è, come detto, un socio temporaneo dell’imprenditore, interessato a monetizzare il proprio investimento ed a realizzare un guadagno attraverso la vendita della partecipazione, una volta raggiunti gli obiettivi prefissati. La fase dello smobilizzo costituisce, dunque, la parte finale della sequenza del processo di investimento e rappresenta una fase estremamente delicata. Esistono diverse modalità di disinvestimento, dipendenti sia dalla tipologia di impresa e di operazione precedentemente posta in essere, che dai risultati raggiunti. I tipici canali utilizzati dagli investitori per cedere le azioni in loro possesso sono:

• la quotazione in Borsa dei titoli dell’impresa partecipata;

• la vendita dei titoli ad un’altra impresa

industriale o ad un altro investitore istituzionale;

• il riacquisto della partecipazione da parte del gruppo imprenditoriale originario.

È ovviamente da mettere in previsione anche l’ipotesi che tutta l’operazione non vada a buon fine e che, quindi, non si verifichi un vero e proprio disinvestimento, ma un azzeramento del valore della partecipazione. Al di là della valutazione dell’esito dell’investimento attraverso il calcolo del rendimento ottenuto dall’operatore, il tema dell’analisi della performance delle imprese partecipate da tali investitori ha assunto nel tempo un’importanza sempre maggiore, in quanto strumenti di verifica dell’impatto che l’attività di prívate equity può avere sul tessuto imprenditoriale di riferimento.

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