Carried interest
Incentivo riconosciuto ai gestori di un Fondo, sulla base della performance complessiva fatta registrare dall’attività di investimento. Nella prassi si aggira intorno al 20% del capital gain realizzato e si aplica solamente qualora venga superato un livello minimo di rendimento (hurdle rate).
Closing
Momento della conclusione di un’operazione di investimento, generalmente coincidente con la girata delle azioni (quote) della società acquisita e il conseguente versamento del prezzo di acquisto da parte dell’investitore.
Corporate governance
Insieme delle regole che definiscono i comportamenti da rispettare per il buon governo dell’impresa e i rapporti tra i soci e il management.
Deal
Investimento effettuato da un investitore nel capitale di rischio.
Deal flow
Flusso delle opportunità di investimento individuate e analizzate da un investitore nel capitale di rischio.
Delisting
Rappresenta il processo inverso rispetto alla quotazione e comporta la cancellazione di una società quotata dal listino della borsa. Viene anche definito public to private.
Disinvestimento
Cessione, totale o parziale, della partecipazione detenuta dall’investitore al temine di un’operazione di investimento e una volta raggiunti gli obiettivi di creazione di valore all’interno dell’azienda partecipata.

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Glossario e abbreviazioni
Bridge financing
Finanziamento “ponte” concesso da istituzioni di natura bancaria a supporto di operazioni di finanza straordinaria complesse ed immediatamente rimborsato all’atto della conclusione dell’operazione, ovvero in un periodo immediatamente successivo.
Business plan
Documento nel quale un progetto di impresa, o un piano di sviluppo, viene esposto in termini di linguaggio aziendale, con riferimento alle variabili strategiche, tecnologiche, commerciali ed economico-finanziarie. Esso è la base per la richiesta del capitale di rischio e quindi è, spesso, per l’imprenditore il primo strumento di contatto con l’investitore istituzionale.
Buy back
Riacquisto di azioni proprie da parte di una società. Utilizzato comunemente anche per definire il riacquisto delle azioni possedute dall’investitore nel capitale di rischio da parte degli altri soci.
CAGR (Compound Annual Growth Rate)
Tasso di crescita annuale di una grandezza in un dato periodo di tempo. Il CAGR è una formula matematica che fornisce un tasso “omogeneo”, ovvero a che tasso di crescita una data grandezza sarebbe cresciuta sul periodo, se fosse cresciuta a tasso costante. Il CAGR è calcolato prendendo la n-esima radice del tasso di crescita % totale, dove “n” è il numero di anni del periodo considerato.
Capital gain
Differenza tra il prezzo di acquisto di una partecipazione e il ricavo derivante dalla sua vendita. Rappresenta la fonte di ricavo principale di un investitore nel capitale di rischio.

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Conclusioni
Similmente, durante il periodo di investimento le società finanziate da operatori di private equity hanno incrementato il Margine Operativo Lordo di una media annua del 9,8% (ossia da 1,1 miliardi di Euro nel primo anno di investimento a 1,2 miliardi di Euro nell’anno del disinvestimento). In conclusione, le aziende partecipate da investitori istituzionali sono cresciute con una velocità maggiore delle altre aziende, evidenziando performance dei principali indicatori aziendali di molto superiori a quelle del mercato.

La crescita è coerente anche nella generazione dei ricavi e del Margine Operativo Lordo. Le società incluse nel campione hanno incrementato i ricavi, nel periodo analizzato, in media del 17,7% (da 8,1 miliardi di Euro nel primo anno di investimento a 10,2 miliardi di Euro nell’anno di uscita).
Un confronto tra il Prodotto Interno Lordo italiano ed il CAGR dei ricavi nelle operazioni di private equity e venture capital, analizzate dalla ricerca in oggetto, è fornita nel grafico sottostante (si noti che il CAGR non prende in considerazione le fluttuazioni tra un anno e l’altro).

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La profittabilità delle aziende finanziate da venture capital misurata in termini di Margine Operativo Lordo si contraddistingue per un tasso di crescita positivo rispetto alla performance negativa fatta rilevare dal campione costituito dalle medie imprese.
Il tasso di crescita rilevato è stato, infatti, del 6,0%, contro un tasso negativo di circa il 4,1% del campione rappresentato dalle medie imprese. Anche il CAGR ponderato dell’EBITDA mostra un andamento positivo (1,7%).

Nel contesto attuale, il contributo all’occupazione ed alla crescita economica derivante da operazioni di buy out effettuate da operatori di private equity e società finanziate da venture capital è superiore a quello offerto mediamente dalle imprese italiane industriali di media dimensione.
In generale, le aziende oggetto di investimenti nel capitale di rischio incluse nel campione considerato hanno incrementato il numero di dipendenti con una velocità maggiore di altre aziende italiane di dimensioni similari.
Nel periodo considerato, il numero delle persone impiegate in Italia da aziende finanziate da prívate equity è cresciuto, in media, dell’8,4% all’anno, contro una media nazionale di crescita dell’occupazione dell’1,1%.
Un’analisi comparativa tra l’andamento dell’occupazione nazionale ed il CAGR riferito al numero dei dipendenti nelle operazioni di buy out e di venture capital è riportata nel grafico sottostante (si noti che il CAGR non tiene conto delle fluttuazioni tra un anno e l’altro).

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Un impatto economico simile a quello riconducibile alle operazioni di buy out è stato riscontrato anche negli investimenti di venture capital, a dimostrazione degli effetti positivi associabili all’attività di investimento in capitale di rischio, nel suo complesso, nonostante la congiuntura poco positiva che ha caratterizzato l’intero periodo di riferimento dell’analisi.
Crescita dell’occupazione
Le aziende finanziate con venture capital si sono caratterizzate per una maggiore crescita dei livelli occupazionali rispetto alle aziende incluse nel campione di confronto costituito dalle medie imprese industriali. Più nel dettaglio, nel periodo in esame, le prime hanno registrato un aumento annuo del numero di occupati in media del 6,5%, rispetto ad una crescita media di occupazione a livello nazionale dell’1,1% e dello 0,1%,con riferimento al campione costituito dalle medie imprese.
Crescita dei ricavi
Complessivamente, le aziende oggetto di investimenti di venture capital, hanno incrementato I propri ricavi del 24,3%, percentuale di quasi 8 volte superiore a quella fatta registrare dalle imprese del campione oggetto di confronto (3,3%). Il CAGR ponderato, per i ricavi, ammonta all’11,0%. Se si confrontano tali risultati con la crescita dei ricavi registrata dalle operazioni di buy out, si nota come le società oggetto di operazioni di venture capital siano state contraddistinte da un incremento ben più rilevante. Tale evidenza può essere riconducibile, sia alla dimensione media pre-investimento inferiore, che tipicamente caratterizza aziende neo-costituite, sia alla maggiore possibilità, per un operatore di private equity, di incidere sull’incremento delle quote di mercato, nel caso di aziende con pochi anni di vita, rispetto a società già consolidate all’interno del sistema economico e con prospettive potenziali di crescita meno consistenti.

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